Ho creato io Charles Fort! Mi chiamo Stefano Santarsiere e sono uno scrittore.

12.05.2022

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«Tu davvero vuoi fare lo scrittore? Intanto laureati in Giurisprudenza, va!»

Sono queste le parole pronunciate da suo padre, quando scrisse il suo primo romanzo "L'arte di Khem, edito da Pendragon nel 2005. Eppure, ne ha fatta di strada il giovane Santarsiere da quella prima esperienza come autore, segno quello, che lasciava preludere ad una serie di successi editoriali, ai quali oggi, i suoi più fedeli lettori conoscono bene. 

Stefano Santarsiere nasce in un piccolo paesino della provincia di Salerno, da lì a poco si trasferisce in Basilicata dove trascorre la maggior parte della sua vita, prima di un nuovo trasferimento, questa volta definitivo, almeno fino ad oggi, in Emilia-Romagna. 

Funzionario presso l'Università di Bologna, è sposato con Maria Regina, dalla quale ha avuto la sua primogenita Sofia: "ho scritto la più bella pagina del mio libro" è quanto espresso dall'autore. Un chiaro riferimento di amore profondo per la nascita della sua bambina e la scrittura. 

Personalità dallo spirito libero, ha viaggiato molto: tra febbraio e giugno del 1998 ha vissuto in Francia, a Digione, per una ricerca di diritto penale, in vista della tesi di laurea, che arriva nel dicembre dello stesso anno. 

Nella vita privata ama gli spazi domestici e muoversi in mezzo alle sue cose, sfogliare i suoi libri, ascoltare la sua musica preferita. Tutto ciò lo mette a suo agio e lo fa sentire armonioso, come lui stesso piace definire: «per inseguire un pensiero» fonte di ispirazione per la sua scrittura. Gli piacciono molto i gatti e ne possiede uno, un magnifico siberiano color champagne, di nome Mozart. 

Molte le sue passioni, dalla musica per i Genesis, Pink Floyd, Jethro Tull, PFM e altro genere musicale progressive. Il cinema, passione condivisa soprattutto con i suoi fratelli, gli ha dato spazio creativo anche in seguito, con alcune esperienze di discreto successo.

Lettore accanito dai tempi dell'adolescenza, il genere letterario da cui ha tratto maggiore ispirazione è quello "Fantastico", autori come Machen, Chambers, Blackwood, Bierce, Lovecraft e tanti altri che leggeva da ragazzino. Ma Santarsiere non è soltanto sinonimo di romanzo, è stato anche regista, dirigendo due cortometraggi: Scaffale-27 (2012) e Segreti (2013). 

Scaffale 27 Il film, che ha vinto il contest Complete Your Fiction 2012, racconta come non si possa cancellare il passato, se è fatto di carne e sangue. Un vecchio si muove tra le corsie di un supermercato lasciando strani oggetti fra i prodotti in esposizione. Il mistero alimenta la curiosità di Marco, l'addetto alla vigilanza, fino a condurlo a una scomoda verità. 

Segreti è una storia al femminile in cui Anna, in crisi coniugale, cerca di convincere le figlie a presenziare alla cena organizzata per il ritorno del marito. Un racconto sull'affetto famigliare dove, tra segreti e senso di protezione, tre donne si scopriranno più unite che mai.

Tornando alla letteratura, Il suo ultimo capolavoro, recentemente uscito nelle migliori librerie, ha per titolo "L'alba del dio falco" è la storia di due indagini parallele, quella dell'ispettore di Polizia Aldo Imbonati, della Questura di Bologna, e quella appunto di Charles Fort, pseudonimo di un giornalista bolognese titolare di un famoso sito internet che si occupa di notizie misteriose. È un romanzo che parla di intelligenza, di cervello, di tecnologia e di come queste cose, se asservite a un potere sfrenato, possano diventare molto pericolose. 

Del suo personaggio Stefano Santarsiere dice: «Charles Fort mi piace perché è un po' come me. È amante dei misteri, ma fondamentalmente è un pigro. A dispetto degli argomenti delle sue indagini, non si muove mai da casa sua, dalla sua città. Per gli articoli del suo sito si serve di una rete di 'corrispondenti' in giro per il mondo. Incuriosito dal lato oscuro del mondo, ma con un fondo di scetticismo che lo pone a distanza dai racconti che giungono al suo sito internet. Fin quando puntualmente accade qualcosa una mail inaspettata, il riconoscimento di un cadavere, una collaboratrice in pericolo che lo obbliga ad uscire dal suo guscio...» 

Allora cosa aspettate! Tutti in libreria! "L'alba del dio falco" è pronto per essere letto

Lettura consigliata  L'alba del dio falco


Pubbliredazionale a cura di Giuseppe Giarnera