"Il desiderio dell’innocenza" una storia di pedofilia al femminile, il romanzo di Giuseppe Giarnera

08.06.2022

                                                                      Articolo Pubbliredazionale

Quando si parla di pedofilia il pensiero va immediatamente agli uomini, che varcano mezzo mondo per praticare turismo sessuale con bambine e bambini, causando violenze fisiche e psicologiche disastrose.

Sono fenomeni che si fa fatica a immaginare, ma che purtroppo esistono. Quasi mai, però, si pensa alle donne pedofile. La pedofilia è quasi sempre associata agli uomini. Eppure, si tratta di un crimine che viene commesso anche dalle donne, sebbene meno degli uomini, la pedofilia al femminile, tuttavia, non va sottovalutata.

Un vecchio e diffuso pregiudizio, sostiene che quando un ragazzo minorenne ha una relazione sessuale con una donna molto più grande di lui, quel ragazzo è "fortunato". Perché avrebbe l'occasione di fare un'esperienza unica e di "imparare". Le attenzioni sessuali di una donna adulta verso un ragazzino non vengono riconosciute come abuso o violenza. Secondo il pregiudizio nemmeno potrebbe esserci vera violenza sessuale.

Ebbene, non è così. Anche le donne possono commettere abusi e violenze sessuali sui minori come un pedofilo, anche se meno spesso rispetto agli uomini. Il fenomeno comunque è rilevante e da non sottovalutare. La pedofilia al femminile esiste anche in Italia ma non è presa abbastanza in considerazione.

Per giustificare il loro comportamento di abuso, le donne pedofile mettono in mezzo l'amore. Si dicono innamorate delle loro vittime, di cui tuttavia non tengono in considerazione la volontà né i sentimenti. Con la scusa dell'amore giustificano il loro comportamento abusante ma non si fanno scrupoli di ricorrere alla tecnica del ricatto morale o del far sentire in colpa la loro vittima. Il ragazzino abusato viene ricoperto di attenzioni e regali e viene colpevolizzato nel caso in cui non dovesse corrispondere il "sentimento" della donna abusante.

Tutto ciò viene descritto come una sorta di testimonianza, ma in realtà non lo è, si tratta invece di una riflessione scaturita dalla penna di Giuseppe Giarnera, attraverso il suo romanzo "Il desiderio dell'innocenza" edito da Abra Books editrice 2021.

La storia di Alessandro è la storia di un adolescente di soli tredici anni che si lascia trasportare dalle attenzioni e dalle seduzioni di Anna, avvenente e scaltra ventiseienne. Con lei scopre per la prima volta il piacere sessuale, attraversa quel sottile confine che separa la coscienza dall'incoscienza, arrivando ad un punto di rottura verso il quale, complice soprattutto l'inesperienza, si vede costretto alla disperata ricerca della soluzione: la morte. Un romanzo intenso, profondo, ricco di emozioni, a tratti drammatico e inesorabilmente rappresentativo della nostra realtà.

Giuseppe Giarnera nasce a Foggia, impetuosa città pugliese come lui stesso la definisce. Si appassiona alla lettura fin da giovane, in particolare alla psicologia del comportamento umano, scoprendo i testi di Alexander Lowen,  come "Il linguaggio del corpo" e quelli di Marco Pacori, noto psicologo italiano esperto in comunicazione non verbale. Ha lavorato prevalentemente nel settore farmaceutico come agente di commercio, per poi trasferirsi a Ravenna nel 2018 dove ha scritto il suo romanzo d'esordio, appunto "Il desiderio dell'innocenza". «Non mi piace essere definito uno scrittore, non lo sono, ho voluto semplicemente raccontare una storia, descrivere delle emozioni forti, evidenziare un reato gravissimo come quello della pedofilia perché commesso dal genere umano, non esclusiva del genere maschile; ogni forma di violenza sessuale deve essere condannata, fermata, così come quella sulle donne, a prescindere dalle condizioni».


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A cura di Federica Randi