L' "Einstein" romagnolo con l'hobby per la scrittura: Daniele Missiroli

18.05.2022

                                                                            ARTICOLO PUBBLIREDAZIONALE

Il paragone può sembrare alquanto presuntuoso, ma se ci si avvicina un po' di più al nostro personaggio, possiamo scoprire delle competenze, realizzazioni e progetti scientifici, degni del più grande premio Nobel della storia. Daniele Missiroli nasce a Ravenna nel 1955, appassionato di matematica, astronomia e materie scientifiche, frequenta il liceo, durante il quale scopre una particolare passione per il calcolo mentale, che lo porterà negli anni a seguire a realizzare un progetto editoriale denominato "Stenaritmia". Un elenco completo di tutti i metodi per eseguire i calcoli a mente, anche quelli ritenuti impossibili. Successivamente si trasferisce a Bologna e si laurea con lode in Fisica, conoscendo per la prima volta i computer ancor prima della loro uscita in commercio, fondando la prima software house in Italia e di cui ancora oggi ne è consulente Privacy. Programmatore dal 1980 al 2000, ha realizzato più di 100 applicazioni per aziende dell'Emilia-Romagna. Alcune sono state usate per oltre 20 anni.

Dal carattere tipicamente mite, Daniele Missiroli scopre attraverso la lettura, il capolavoro di Isaac Asimov "Il ciclo delle fondazioni": «Quando l'ho scoperto, ho fatto mattina più di una volta poiché, nonostante la stanchezza, non riuscivo a smettere di leggere. In seguito, mi sono procurato tutto ciò che ha pubblicato Asimov, a partire dal "ciclo dei robot", e ho adottato la sua visione. Non è detto che i robot (o gli alieni) siano nostri nemici. Nelle avventure ci dev'essere sempre una componente misteriosa e tutto deve essere credibile, al limite della scienza, disponibile già oggi. In un mio romanzo, il protagonista si salva con una tuta alare, senza paracadute, atterrando su un laghetto e questo è stato fatto davvero. Quando alcuni lettori mi hanno scritto, dicendo che non era possibile, ho mandato loro il link dell'impresa». Nel 2014 scrive il suo primo racconto. Un lutto personale come l'autore stesso dichiara, dal titolo "L'unica spiegazione" successivamente pubblicato dalla casa editrice Bel-Ami nel 2016. Narra in chiave fantascientifica il perché un bambino di dieci anni perde il padre, secondo il personaggio, la trama che racconta, doveva essere l'unica spiegazione di questa tragedia. Le sue opere sono principalmente romanzi e racconti di fantascienza, grazie ai quali ha vinto l'undicesima edizione del concorso di letteratura fantascientifica N.A.S.F con la saga " Aedis". Si è classificato al terzo posto al concorso ESEscifi 2015 e da qualche anno cura la collana microNASF, giunta alla nona edizione.

Il NASF (Nuovi Autori Science Fiction) nasce nel 2005 è un concorso di narrativa fantascientifica volto alla pubblicazione di un'antologia. Da allora, NASF è diventata una collana di fantascienza annuale, apprezzata e rispettata in tutti gli ambienti letterari, punto di riferimento per tutti gli appassionati del "genere".

«anche se i dispositivi che descrivo sono futuristici, secondo me devono sempre avere una base di attendibilità. In pratica, prima li invento, poi li posso usare in un romanzo».

È da definirlo un autore geniale Missiroli, il suo metodo di scrittura, atipico sotto certi aspetti, rispecchia a pieno le sue capacità intellettive e sperimentali: «Ho un sistema che si è generato in modo naturale. Devo dire che negli ultimi dieci anni ho letto un sacco di libri sullo scrivere narrativa, per cui, forse, questo sistema si è generato in modo subliminale, non so. Io parto dal finale. Quando ho un'idea per un buon finale, scrivo il percorso per arrivarci, i personaggi che mi servono e i passaggi principali. Non più di una pagina. Poi inizio a sviluppare ogni scena. Ogni riga diventa un file separato. Quando ho scritto il 90%, li metto insieme, li raccordo meglio, inserisco le parti mancanti e, se occorre, tolgo quelle in eccesso. Poi scrivo l'incipit, decido il titolo, cerco la copertina e quando mi sembra a posto, inizio la fase di editing vero e proprio, che può durare anche il triplo. I tempi ideali, per me, sono due mesi per scriverlo e sei mesi per la fase di editing. Finita questa fase, lo posso far leggere. Se lo reputo opportuno, ricorro anche a una fase di editing da parte di un professionista».

Nel 2020 pubblica un manuale dal titolo "Scrivere" Independent publisher. Esempi e consigli utili, le frasi sbagliate e quelle corrette, le alternative al verbo dire e al verbo fare, le parole da evitare, come costruire frasi efficaci e anche come scegliere i nomi dei personaggi. Informazioni più utili per gli autori emergenti, condensate in appena 200 pagine, recentemente ampliato con la seconda edizione.

Il suo ultimo libro si intitola: "Nella tana del serpente" Aedis episodio 9. Ovviamente di Fantascienza ed è il seguito diretto del numero 8, poiché Samira, la moglie del protagonista, viene teletrasportata, alla fine, in un luogo sconosciuto e nell'episodio 9 il marito deve andare a cercarla. Tutto questo alterna i capitoli con l'avventura che vive Samira e quella di Daniel che la sta cercando. Entrambi si troveranno a lottare con un serpente: Samira avrà a che fare con uno vero, mentre Daniel con un essere umano infido e subdolo come un serpente. I colpi di scena di sprecano, inclusa anche una minaccia nucleare.

«Tutto ciò che faccio non desta mai troppo scalpore. Anche quando mi sono laureato con lode in Fisica i miei parenti hanno detto, in pratica: "Be', che c'è di strano?»

Come non possiamo trovarci d'accordo caro Daniele, al genio gli si dà tutto per scontato... 


A cura di Giuseppe Giarnera